30 marzo 2006

Returning home

Sono tornata anch'io. Ovvio. E' tornato mio fratello per cui....mica tanto ovvio dato che noi abbiamo fatto rientro a casa ma i nostri bagagli no....
Esperienza davvero bella. Non so se ci ritornerei in vacanza, ma umanamente qualcosa di indescrivibile. Nella povertà di quel Paese ho trovato un calore enorme!
Per ora poche parole, ho troppe emozioni ancora in testa!

17 marzo 2006

Comunque...

Alla faccia degli articoli pubblicati in stato pietoso, alla faccia di chi pensa che io non sappia scrivere...questa sera parto lo stesso per il Nepal. Il volo è alle 22,30 e arriveremo a Kathmandu, con scalo a Dubai, domani pomeriggio alle 16,10....una vita in aereo. Non mi basta di certo l'ipod!!!!!
Stranamente questa volta, a dispetto di N.Y.C., la valigia si è chiusa senza troppe lamentele e riesco a stare anche nei 20 kg di peso, nonostante il costume ne pesi già 6-7...Al massimo compro là qualche pelle di yak per vestirmi.
Parto molto contenta e con molte aspettative, soprattutto con la serenità di chi ha salutato tutti prima di partire in modo molto spensierato e festoso, mercoledì sera. Ringrazio davvero tutte le 8 girls che sono venute a festeggiare con me compleanno e partenza...
Spero di fare molte foto e soprattutto di farne belle, così che prima di Pasqua possa trasferirmi in quel di V. Sauli per una seratona cena+foto.....
Mi sembra di aver detto tutto, per cui vi saluto e a risentirci verso il 28 c.m.!!!!
CIAO A TUTTI!!!!

Ballando e suonando da Borgosesia a Kathmandu

Rappresentare il proprio Paese all’estero, in un contesto internazionale, è un compito di responsabilità non solo affidato a vincenti atleti olimpici, ambasciatori ed artisti di fama mondiale, ma anche al mondo del folklore.
Il “Gruppo Folkloristico Città di Borgosesia” sarà l’unico rappresentante per l’Italia, all’interno della manifestazione “International Folk Festival 2006” che si terrà a Kathmandu dal 17 al 26 marzo, e che vede come partecipanti affermati gruppi folkloristici di ogni parte del mondo.
L’invito è giunto direttamente dall’”Everest Nepal Cultural Group”, prestigioso fondatore di tale evento che pare essere tra i migliori nel circuito del folklore intercontinentale.
Il nostro Gruppo Folkloristico non è nuovo a queste esperienze; ricordiamo infatti che aderisce ogni anno all’”Europeade”, festival a carattere europeo, e ad altre manifestazioni in diversi Paesi europei e non, come ad esempio in Romania e in Ucraina, e alla “Fiesta Nacional de la Familia Piemontesia” in Argentina, per il forte legame con la comunità piemontese lì emigrata.
Tramite queste performances artistiche, i componenti del Gruppo Folkloristico non solo esportano la Valsesia nel mondo, ma anche si confrontano, tramite il contatto diretto, con la popolazione locale con cui condividono esperienze di vita quotidiana.
Dopo aver ospitato numerosi gruppi asiatici all’interno della manifestazione valsesiana “Folkestate”, per la prima volta il “Gruppo Folkloristico Città di Borgosesia” sarà ospitato in Asia, dove dovrà integrarsi con lo stile di vita e la cultura orientale.
Poiché il programma è particolarmente intenso, con sfilate tra i suggestivi templi buddisti e induisti e spettacoli per le vie e per le piazze di Kathmandu e paesi limitrofi, il nostro Gruppo si sta preparando con assiduità, costanza e impegno per poter garantire gradevoli momenti di alta qualità.
Ci teniamo a sottolineare che questi eventi sono esclusivamente finalizzati allo scambio interculturale, alla conoscenza di differenti tradizioni e al confronto positivo con realtà distanti, senza alcuno scopo competitivo. Infatti, il Gruppo ne trae esclusivamente un arricchimento sul piano personale a livello di cooperazione e aiuto reciproco, contribuendo al superamento dei pregiudizi razziali con un dialogo alternativo, basato sulla musica e sulla danza.

P.S. Nonostante sia stato spacciato per LORO articolo, almeno è stato pubblicato per intero, con titolo da me proposto...e con errori di stampa da me non proposti...

Un ballo lungo 7711 chilometri!

Nepal. Piccolo stato di montagna schiacciato tra India e Cina, suoni e colori della musica orientale, templi della dottrina induista e buddista, leggende su orme di misteriosi yeti, sherpa infaticabili ed esperti, animali da alte altitudini come lo yak, i famosi “Ottomila” degli “Amici del Monte Rosa”, Himalaya, Annapurna, Everest…
Italia. Anzi, Valsesia, o meglio ancora, Borgosesia. Capitale della Valsesia all’imbocco dell’Alta Valle, città alla convergenza di valli, centro del triangolo economico nazionale, sede della Manifattura Lane, pezzo di archeologia industriale, paese ai piedi della montagna dei Walser, uno dei carnevali più importanti d’Italia, Monte Rosa…
Cosa hanno in comune due realtà così distanti e diverse? Innanzitutto la montagna, ma soprattutto la voglia di preservare antiche tradizioni e la gioia di condividere il proprio patrimonio e la propria eredità culturale con il resto del mondo.
Il tramite per questo importante obiettivo di cooperazione, quest’anno, è il “Gruppo Folkloristico Città di Borgosesia”, impegnato dal 17 al 26 marzo a Kathmandu nel contesto dell’ “International Folk Festival”, ora alla terza edizione.
Lo scopo di questo festival, come sottolineato dagli organizzatori, l’”Everest Nepal Cultural Group”, è quello di trasmettere un messaggio di pace e di condivisione e di far conoscere le numerose bellezze del proprio territorio. Infatti, un altro importante risvolto di questa manifestazione, è l’attività promozionale finalizzata a mettere in mostra le risorse della cultura Newari, in modo da dare una spinta positiva all’economia e al turismo verso il Nepal, che, anche a causa dei recenti conflitti, non sono particolarmente floridi.
L’Everest Nepal Cultural Group è stato fondato nel 1998, ma nonostante sia un gruppo “giovane”, che può vantare numerosi scambi con altre comunità internazionali, le sue tradizioni affondano le radici in un contesto storico molto lontano, diverso e soprattutto magico. Infatti, in cambio dei nostri balli ottocenteschi delle case nobili di Borgosesia, riceveremo movimentate danze di ringraziamento alle divinità buddiste e induiste, leggende narrate in musica, suoni e colori delle numerose danze per far festa al raccolto o ad eventi di vita quotidiana. Ecco, proprio qui si trovano le differenze più evidenti tra la tradizione europea occidentale e quella asiatica orientale: il modo di esprimersi. Noi ci rappresentiamo con balli signorili, figure di danza composte, loro con ritmi movimentati, colorati e coinvolgenti. Noi raccontiamo di proposte di matrimonio, di feste paesane, loro descrivono leggende di montagna, la saggezza e la profondità della loro religione, i profumi della loro terra. Ma in tutto questo, c’è una cosa che ci accomuna: l’essere gente di montagna, e perciò avere dalla montagna le stesse aspettative, gli stessi riscontri e certezze, le stesse difficoltà. Come per la gente nepalese la necessità di emigrare dalla valle di Kathmandu è fondamentale per trovare lavoro, così è per la gente delle nostre montagne, per gli abitanti di Rimella e dell’Alta Valle. Ma tutta questa fatica porta all’incontro con nuove persone e con nuove tradizioni, da cui nascono nuove danze e nuove musiche, che rafforzano la voglia di condividere, di raccontarsi, di stringere un’amicizia e di aiutarsi.
Il “Gruppo folkloristico Città di Borgosesia e l’”International Nepal Cultural Group” non hanno mai perso la capacità di superare quelle barriere, allora rappresentate dalla montagna e ora dall’indifferenza, e sono sempre stati capaci di fare delle loro differenze un vanto. Tutto questo ci insegna che, anche se il nostro modo di vivere è diverso, alla fine siamo tutti uguali, perché gli sherpa nepalesi sono le nostre esperte guide alpine, e il loro saluto di buon auspicio per la giornata, “Namastè”, è il nostro “Alegru”.

P.S. Questo è ciò che IO ho mandato al Corriere Valsesiano e di cui ne vado fiera, non ciò che LORO hanno pubblicato. Lo metto qui a vostra disposizione perchè sono molto orgogliosa del mio scritto!!!!!!Vi sconsiglio di andare a leggere il Corriere, se non per un confronto....l'articolo lì pubblicato è pietoso...e se lo legge la Piera piange per mesi e mesi....
P.P.S. In cambio di tre quarti d'articolo in meno, sul giornale hanno messo tre volte il mio nome e cognome....Capirai che gratifica...!!!!

Delusione totale e amara

Ho scritto tre articoli, a nome del Gruppo Folkloristico, per Notizia Oggi e il Corriere Valsesiano, in merito alla trasferta in Nepal. Ero quasi certa che su Notizia Oggi l'articolo venisse tagliato, così ci ho messo un pochino meno di impegno e fantasia. Per il Corriere Valsesiano, invece, sempre attento alle nostre manifestazioni internazionali, ho scritto un articolo più lungo e ben pensato. E poi ne ho scritto uno sulla giornata trascorsa alle scuole medie a spiegare le nostre tradizioni. Insomma, tre articoli con tre titoli, con foto. Un buon lavoro, mi sono detta. Chi lo ha letto nella bozza originale si è ritenuto soddisfatto, con tanto di complimenti a destra e a manca. Nella bozza originale, ho detto. Già, perchè su Notizia Oggi di lunedì l'articolo è stato pubblicato per intero, ma è stato fatto risultare come articolo prodotto dai giornalisti della redazione (con tanto di nostro articolo a pagina 12), mentre sul Corriere Valsesiano è stato tagliato in modo indecente, tanto da far sembrare che la sottoscritta sia stata intervistata e per di più sia dislessica. Mentre quello sulle scuole, è stato totalmente ignorato dal Valsesiano, mentre stracciato quà e là dal notizia oggi. Proprio una bella soddisfazione....!

13 marzo 2006

"Ti seguo ogni notte"


"POLVERE SIAMO E POLVERE TORNEREMO.
NEL FRATTEMPO, SUPERSTAR!"

(Luca Bianchini, "Ti seguo ogni notte", BUR)

3msc

Pensavo di non cadere in tentazione. Mi ero ripromessa di non farlo, di non cedere a questo fenomeno di massa chiamato "Tre metri sopra il cielo", di Federico Moccia. Ovunque vai, a Milano, in metropolitana, in tram, sulle panchine per la strada, incontri giovani ragazze, donne in carriera e nonne con in mano questo volume azzurro cielo. E invece....
Arrivo alla Feltrinelli e trovi pile e pile di questo libro...ho da sfruttare 30 euro di sconto...e torno a casa con "Tre metri sopra il cielo", oltre ad altri libri di bioetica, e scienza, giusto per non sentirmi troppo in colpa. Tempo due giorni, ho divorato il libro e comperato il seguito, "Ho voglia di te". Che dire....mi sono lasciata prendere dalla storia d'amore(senza neanche aver visto il film!), dalla poesia, da questa gioventù spensierata...e adesso, mi manca l'inesistenza di un terzo libro...Mi sono buttata su altri generi, su altri autori, su altre storie d'amore in cerca del seguito....ma niente da fare, Moccia è unico....E per ora mi rimane il suo blog per consolarmi!
Insomma....sono una "mocciosa"....

02 marzo 2006

La mia musica (gioco!)

Recupero questo gioco dalla Cri, che lo ha preso da Lò, che lo ha preso da....Concordo con il fatto che è super difficile e un po' lungo, ma molto interessante....e sicuramente da modificare quasi ogni giorno!

1° Quella che vorresti fosse stata scritta per te: Search for the hero (M people)
2° Quella che ti ricorda la tua infanzia: Memole dolce memole, Ranatan e le altre dei cartoni animati!
3° Un gruppo che ascolti spesso: Elio e le storie tese, Nomadi
4° Quella con cui vorresti svegliarti: Thank you (Dido), I'm a believer (Shrek), I need a hero (Frou Frou)
5° Quella che ascolti spesso in questo periodo: Notte prima degli esami (Antonello Venditti), Baffo Natale compilation (Elio e le storie tese), I belong to you (Eros ft. Anastacia), Struggle of pleasure (Wim Mertens)
6° Quella che ti fa pensare al sesso: Lady Marmelade (Christina Aguilera)
7° Quella per viaggiare: Knock on wood (Ami Stuart), Call me (Blondie), Country road take me home (J. Denver), Moonlight Shadow (M. Oldfield)
8° Quella che ti fa pensare alla solitudine: Who's gonna stop the rain (Anastacia), You are not alone (M. Jackson)
9° Quella per quando sei incazzato: In the future to come (Europe)
10° Quella con il migliore inizio: Non saprei....Ad esempio Toccata e fuga in Re - (Bach)...però l'Ave Maria di Schubert cantata da Noa ha un bellissimo passaggio di tonalità...
11° Quella che ti estrania dalla realtà: May it be (Enya), Moment's in love (The art of noise), Conquest of paradise (Vangelis)
12° Quella triste: My immortal (Evanescence)
13° Quella che quando la senti ti fa scatenare:Proprio scatenare no...diciamo battere il tempo e cose simili...Think (Aretha Franklin), Blue Moon (Billie Holiday), Queen
14° La migliore canzone come colonna sonora: Il gladiatore (Hans Zimmer & Lisa Gerrard), Fantasia
15° Quella per la tua città: Il mattino (Peer Gynt, Suite n.1) e poi direi qualsiasi canzone dialettale valsesiana!
16° Quella su cui fare l'amore: Everything I do I do it for you (Brian Adams), Feels like home to me (boh),
17° Quella che ti fa divertire: Gimmi I. (Elio e le storie tese), Sei forte papà (Gianni Morandi)
18° Quella con un bel titolo: You are the first, the last, my everything (Barry White)
19° Quella che ti fa ricordare una persona: Tu che dormivi piano (Vasco Rossi)
20° Quella brutta: Qualsiasi house, RnB...Rap...
21° Quella sull'amore vero: Le cose che hai amato di più (Biagio Antonacci), It's your love (Tim McGrawe)
22° Quella che ti fa ricordare bei momenti: Ho messo via (Ligabue), A baby elephant walking (Herry Mancini)
23° Quella che ti fa ricordare brutti momenti: per ora non mi viene in mente niente...
24° Quella che ti fa riflettere: Undress me (Anggun)
25° Quella con il miglior testo: The prayer (Andrea Bocelli - Celine Dion)
26° Quella che non ti piaceva ma adesso ami: In the kitchen, Una notte sul monte Calvo (Mussorgsky)
27° Quella che vorresti al tuo funerale (facendo corna): Grazie davvero (PFM) e tutte le altre da chiesa ma non da funerale
28° Quella che descrive perfettamente un momento della tua vita: Luna di lana (Valeria Rossi)
29° Quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori: quasi tutto De Andrè (papà) e qualcosa di Baglioni/Battisti (mamma)
30° Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: (proprio amico non direi...)The pogues, MCR, Don Chisciotte (Guccini), Nightwish
31° Quella che ti fa venire in mente la prima cotta: Ti sento vivere (883)
32° Quella che hai dedicato: Di sole e di azzurro (Giorgia)
33° Quella su cui non riesci a non ballare: Tutte quelle dei Beach Boys, Disco Iferno, Grease...
34° Quella che ti dona serenità: Musica sull'acqua e Musica per i reali fuochi d'artificio (Handel), Richard Clayderman

EDIT: 3/3/2006

24 febbraio 2006

24 febbraio



Nonostante ne abbia ricevuti tanti....me li faccio anche da sola!!!!

22 febbraio 2006

Olimpiadi - ghiaccio

Alla fine, non ci siamo riusciti. Nè nella coppia, nè nella figura. Cioè, abbiamo fatto proprio una magra figura. Cadono Barbara e Maurizio, e poi cadono tutti. E' che siamo troppo passionali, ci facciamo prendere troppo dal pubblico, e poi si scivola. Ma, d'altra parte, non si può fare nulla. Si gioca in casa e il tifo e le aspettative sono tante. Mentre a russe e cinesi/giapponesi, dal cuore di ghiaccio, spettano i migliori risultati. Però questo pattinaggio, o meglio, queste olimpiadi, qualcosa ci hanno insegnato. Innanzitutto, i sondaggi, dicono che il numero di telespettatori è enorme, maggiore di qualsiasi altro programma. Alla faccia dei programmi più seguiti come Amici, Grande Fratello, La Fattoria, tutte le varie Soap Opera...mi pare una buona rivincita per il pubblico italiano, sempre definito come amante della trash tv. Anche noi sappiamo scegliere gli eventi di qualità. E poi lo spirito olimpico e patriottico ci hanno trascinato. Io ho guardato di tutto. Fondo, biathlon, pattinaggio, curling, pattinaggio di velocità, skateboard, sci alpino, combinata nordica...E secondo, le olimpiadi ci hanno mostrato che il mondo è pieno di gente strana. Se avete fatto caso, nessuno ha incominciato a pattinare perchè non aveva altro da fare o perchè doveva scegliere uno sport per dimagrire. No. Tutti che hanno iniziato perchè il nonno li ha portati in Alaska in vacanza, o perchè per raggiungere il lavoro non potevano prendere l'auto causa ghiaccio. Così come chi torna a pattinare dopo anni di assenza perchè un brusco atterraggio aereo ha fatto apripre la cappelliera e i pattini sono caduti in testa causando un trauma cranico. Mah. Sta di fatto che abbiamo imparato tanto. Insomma, ognuno ha una storia speciale da raccontare.

Nepal...



Nonostante qualsiasi malattia sia endemica. Nonostante non esista un servizio sanitario nazionale. Nonostante non ci sia un consolato italiano, ma il più vicino è a New Delhi. Nonostante la sporcizia regni sovrana...deve essere un posto splendido, ricco di quella tradizione un po' magica (esistono ancora dee bambine viventi, racconti di città fantastiche...) e con quella spiritualità profumata e profonda...

Amori lisci e amori con ghiaccio


Domenica sera il capitombolo della coppia (solo professionale) di pattinatori italiani, seguìto da quei ventisei terrificanti secondi di ghiaccio reciproco in mondovisione, ha aperto in molte coppie effettive un dibattito sui sentimenti che rimanda a «Casomai» di D’Alatri: quel bel film inframmezzato da spezzoni di ballo in cui proprio Maurizio Margaglio e Barbara Fusar Poli - in un anticipo di realtà - recitavano sui pattini le varie fasi dell’epopea coniugale: dalla danza sfrenata dell’innamoramento fino alla caduta della crisi. La maggioranza tende a prendersela con il maschio. Intanto perché, come spesso capita ai maschi, sarebbe recidivo. Fu già lui a sbagliare nelle precedenti Olimpiadi, propiziando la separazione della coppia: perdonarlo per amor di patria si è dimostrato ancora una volta inutile. Ma la colpa che soprattutto le donne gli attribuiscono sta nel non aver avuto il coraggio virile di consolare la partner davanti al mondo, chiedendole scusa invece di tenerla a distanza con un atteggiamento da maschietto impaurito del terzo millennio.

Chi lo difende, una minoranza combattiva, fa notare che lui ha sbagliato per rimediare a un’incertezza di lei, e che lo sguardo della donna - un incrocio fra quelli di Nikita e di Jack lo Squartatore - scoraggiava i tentativi di rappacificazione, suggerendo piuttosto un’immediata richiesta di asilo politico al consolato di Bengasi. Una cosa è sicura: ogni coppia rappresenta una magia miracolosa e smarrisce se stessa non appena ciascuno dei suoi membri, per noia o per paura, smette di sentirsi un «io» perso in un «noi» e ricomincia a pensarsi e ad agire solo come «io». Succede sul ghiaccio, ma anche in altri luoghi molto più scivolosi, tipo la vita.

Massimo Gramellini

17 febbraio 2006

Laurea

Ragazzi, mi laureo! Si, manca ancora tempo, però ho definito stage e sessione di laurea. Mi sembra così strano, sono già quasi passati tre anni...Non mi sembra vero iniziare a lavorare alla mia tesi, andare a colloquio con il mio relatore, definire le linee di ricerca per lo stage...
Allora. Calma e sangue freddo. Finisco con tutta la tranquillità necessaria questo semestre, e dopo le vacanze estive, a settembre, inizio le mie 100 ore in laboratorio. Alla fine ho deciso: trascorrerò i mesi di settembre e ottobre a Segrate, presso il polo L.I.T.A. dell'Università di Milano, nel laboratorio (spero!) del prof. Mosca a ricercare sulla senescenza eritrocitaria e/o Diabete Mellito e/o tecniche metrologiche per le emoglobine minori. Un gran lavoro!!!!
Martedì 28 consegno il mio piano di studio, e poi si parte in volata verso febbraio 2007!!!!!!

16 febbraio 2006

Culicchia


E' uno scrittore torinese che ho scoperto per caso. Dovevo fare la recensione di un libro, e come primo premio ho vinto l'incontro con questo autore nostrano di cui non avevo mai letto nulla. Mi ha premiata con il suo libro AMBARABA', che ho letto subito e tutto d'un fiato. Alla fine mi sono innamorata di lui e ho comprato tutto il comprabile: la serie di A SPASSO CON ANSELM, il suo amico e coinquilino formichiere no global.
E adesso, mi ritrovo "il Culicchia", come direbbe Anselm, su TorinoSette, il settimanale de La Stampa dedicato alla città olimpica, che gestisce una rubrica...

«Egregio Dott. Culicchia, le invio in allegato la foto della scritta I « TO (dove « è il disegno di un cuore, in rosso, e le parole I e TO sono in nero) che potrebbe recensire nella sua rubrica, se non lo ha già fatto in passato, e se la ritiene adatta, essendo detta scritta tracciata non su un muro, bensì sull'asfalto, ed, in particolare, su una striscia bianca dell'attraversamento pedonale di via Santarosa angolo piazza Statuto. Potremmo filosoficamente dire che una strada è un muro orizzontale ... Riguardo all'interpretazione si potrebbe pensare a Io amo Torino, ma chi potrebbe mai scrivere una cosa simile? Un torinese no di certo, in quanto è risaputo che I torinesi non amano Torino. Un non torinese? E perché mai un non torinese dovrebbe venire a Torino per scrivere sull'asfalto che la ama? A mio parere l'interpretazione corretta è la seguente: il signor I, di chiara origine vietnamita (basta pensare all'ottimo ristorante di pesce di CatBa sull'isola di CatBe nella baia di Halong che si chiama I, appunto in onore del figlio, di nome I, del proprietario) ama la signora TO, forse di origine cinese, dando origine ad una moderna, nonché asiatica, versione di Romeo e Giuglietta, essendo noto che vietnamiti e cinesi poche volte nei secoli passati sono andati d'accordo. Sperando con questa mia di aver scritto a sufficienza per riempire una parte sostanziosa della Sua rubrica, la saluto. Un suo affezionato lettore. Stealb. P.S. Se, al contrario, non mi sono dilungato a sufficienza, cercherò di fare meglio una prossima volta». Gentile Stealb, come può constatare la lunghezza della sua missiva era assolutamente perfetta. Della scritta I LOVE TORINO ci si è occupati sia in questo spazio sia sulle pagine della Stampa: essa è frutto dell'amore per la nostra città di un'artista francese qui trapiantata di nome Sabine, il che le dà ragione da un lato e torto dall'altro. Grazie.

A proposito di nuovi scrittori che ho scoperto, anche se "il Culicchia" l'ho scoperto alle superiori, anche Luca Bianchini non è male...il suo libro Instant Love mi ha preso un sacco!
Ma Anselm è di gran lunga il meglio!

14 febbraio 2006

...

04 febbraio 2006

Chitarra - xilofono?!

Come avrebbe suonato Jimmy Endrix le note di "Hey Joe" con una chitarra le cui corde si irrigidiscono, diventando uno xilofono? E che ne sarebbe delle partiture di musica classica con un contrabbasso di sei metri? Sono strumenti virtuali, di cui esiste solo un modello nel computer, inventati dagli ingegneri del suono.
Ingegneria e design del suono è la nuova specializzazione del corso di laurea di ingegneria informatica del Politecnico di Milano, in collaborazione del conervatorio Verdi. Numeri e acustica si alleano in un campo comune di ricerca.
Uno degli obiettivi è ottenere acustiche di impatto evocativo nel settore dell'entertainment, per sostituire i rumoristi.

01 febbraio 2006

Amore universale

Lui tedesco, bruno, serio, fin troppo alto per la sua età. Lei italiana, bionda, prorompente, non si può dire che passi inosservata. Camminano sul bordo della strada che costeggia le colline di Sanremo, quando la bionda scivola, precipitando nel canale di scolo, trappola di cemento armato. Un muro liscio di quattro metri la separa dalla salvezza: lei prova a scalarlo con le unghie, ma crolla al suolo senza altra speranza che lui.Lui, il tedesco, la conosce appena, ma sa che l’amore è dare, dare sempre e per primi, non importano le conseguenze e le ricompense. Corre in cerca di una casa dimenticata nel bosco e grida aiuto. Nessuno lo sente e allora continua a gridare: incessante, tenace. Ogni tanto torna al canale e guarda giù: resisti, bionda, ti salverò. All’alba qualcuno nella casa si affaccia, pensa che sia uno scocciatore, uno zingaro, un mendicante affamato. Gli butta qualcosa dalla finestra, forse del cibo, ma il tedesco scuote la testa e continua a gridare. Finalmente nella casa capiscono e chiamano i vigili del fuoco. Lui li guida fino allo scolo, li osserva calarsi lungo la parete ed estrarre la bionda bagnata e tutta tremante. Ma quando i pompieri lo invitano a salire sull’ambulanza con lei, il tedesco tentenna, arretra, si sottrae. Ha agito in nome dell’amore assoluto, quello che non chiede nulla in cambio se non la libertà. Si riempie i polmoni con l’aria del mattino e la rincorre lungo sentieri che solo lui conosce, fino a scomparire all’orizzonte. Lascia la speranza che tutti, una volta nella vita, si possa palpitare allo stesso ritmo celeste del tedesco e della bionda. Anche se loro, va detto, sono due cani.
Massimo Gramellini, Buongiorno

Il pensiero debole 2

Basta poco per sentirsi scemi. Basta sedersi in poltrona, impugnare il telecomando come la lucente spada di Godric e smanettare di canale in canale. E' una continua sollecitazione. Oltre alle isole, le talpe, le porte a porte, le bedde matrix e i fazi che non si schiodano dalla poltrona, una mano grande la danno le pubblicità. Facendole io personalmente non dovrei parlarne ma siccome sono politicamente scorretta e me ne vanto, due paroline le spenderei. Intanto assegno il primo premio allo spot del supermercato con marchio giallo. Quello che al posto del nome ha un grumo di consonanti. Quello dove si sente una voce fuoricampo, a metà tra l'acuto di un pipistrello e lo strillo di un gabbiano entusiasta sulla discarica, che ci informa gioiosa che: «Da venerdì 9 dicembre in tutti i supermercati gialli troverai: tornio per apicultori a soli 14 euro e 90, paraorecchie per muli a 5 euro e 70, tagliabrodo in peltro a 12 euro e 40 e dissipa nebbia a soli 4 euro e 60». E intanto sullo schermo si avvicendano le foto di questi oggetti meravigliosi. Che però hanno una prerogativa assoluta: scatenarti il dubbio. Come ho fatto finora a vivere senza un tornio per apicultori? Mumble mumble. Com'è che non ho mai sentito l'esigenza di una sega elettrica? Ce l'ha persino Eminem santo cielo… e io chi sono? La figlia della serva? Come posso star serena senza una saldatrice portatile, un aspiratore di foglie e una sacca porta snobord? Ma dove ce l'ho la testa? Ma dove vivo? Premio della critica invece a tutte le pubblicità degli spruzzi. Non so se ci avete fatto caso. Da un po’ di tempo a questa parte vanno di modissima i detersivi che invece di sciogliersi in acqua, polverizzarsi sulla ceramica e ingellarsi sui pavimenti, si spruzzano. C'è persino un prodottino che si spruzza sui piatti per lavarli. Mica vuoi cacciarli dentro l'acqua e smanazzare tra la schiuma? Fatti furba. Spruzza direttamente il detersivo sui piatti come fossero i vetri della veranda. Frrrt frrt. E vedi come fai più veloce. Sì ma quanto ne consumi? A cisterne. Tu sta zitta e spruzza, mula. E finito di spruzzare lì, spruzza sulle tende. Sì perché c'è un altro prodottino che si usa per togliere gli odori. La tenda puzza? Non c'è problema. Vorrai mica lavarla? Sei mica scema? Se la tua tenda puzza di stantio muffa e camel light spruzzaci sopra sto spray e tutto sembrerà più fresco. Sul cuscino ci ha fatto la pipì il gatto? Niente panico. Per levar via l'odor di piscia basta un frut frut e il gioco è fatto. Stessa tiritera per il bagno. Dove sta, che il cielo lo benedica, seduto sul cesso ormai da anni, lo stesso cinesino che fa la cacca come un drago e poi tappandosi il naso si dice da solo: Che odore! E frrt frrt spruzza pure lui. Allora. Intanto io voglio sapere quanti anni ha ormai il cinesino. Secondo me, a naso, espressione quanto mai azzeccata, sarà già all'università. Facoltà di medicina specialità proctologia. Fidanzato con la riccona che lucida da anni la zuccheriera con l'Argentil e compagno di merende di quella maniga di baluba che per bere un cicchetto di amaro tutte le volte devono sbrogliare un casino.
Luciana Littizzetto, Torinosette